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Essere capaci di fermarsi a pensare ai bisogni dei bambini all'interno della città e dentro i luoghi frequentati dagli adulti; quindi ripensare e riprogettare questi luoghi nell'ottica di un più ampio impegno etico e sociale delle imprese. È stato questo il tema chiave del laboratorio tematico Accoglienza dei bambini: un parametro di responsabilità sociale per l'organizzazione sostenibile? organizzato dal Business Innovation Centre BIC La Fucina in occasione della 4ª edizione di DAL DIRE AL FARE, il Salone della Responsabilità Sociale d'Impresa che si è svolto il 24 e 25 settembre scorso presso l'Università degli Studi di Milano.
Un esempio concreto di come si possa tenere conto delle esigenze dei bambini è rappresentato dal progetto Spazibambini¸ gestito da BIC La Fucina e presentato dal suo direttore Chiara Pennasi. Promosso dal Centro servizi per il territorio Quarto Laboratorio nell'ambito di Urban II Milano e con la collaborazione di Laura Lavazza e Silvia Peirone di Agama, il progetto ha avuto come obiettivo generale quello di rendere il quartiere di Quarto Oggiaro, con i suoi luoghi dove adulti e bambini transitano insieme, più a misura di bambino e di conseguenza più accogliente per tutti i suoi abitanti.
Cuore del progetto è stato il concorso I luoghi dei grandi accolgono i bambini. I negozi di Quarto Oggiaro amici dei bambini che prevedeva la realizzazione di un logo che, apposto sulle vetrine, identificasse i circa 30 negozi di via De Roberto a Quarto Oggiaro che hanno deciso di mettersi in rete per creare dei "punti di accoglienza" sicuri nel percorso casa-scuola dei bambini.
Il progetto ha coinvolto circa 600 alunni delle scuole primarie di via Graf e di via Trilussa, tra i quali sono stati selezionati tre vincitori per ogni istituto. I bambini coinvolti nel progetto hanno inoltre prodotto dei disegni rappresentativi dei percorsi che fanno per andare a scuola, a fare la spesa o per giocare, e li hanno in seguito arricchiti con del materiale di riciclo fornito loro per continuare a dare forma, a casa e con gli amici, alla propria fantasia.
"I bambini sono capaci di attivare relazioni sociali indispensabili sia per dare qualità agli spazi del vissuto quotidiano sia per creare un sentimento di appartenenza ad una collettività", ha spiegato Marco Santagostini, maestro della scuola di via Trilussa. "In questo modo è possibile creare relazioni, parlarsi, farsi conoscere, superare la diffidenza data dalla non conoscenza. Oltre a gettare dei ponti per favorire scambi, momenti di comunicazione, attimi di gentilezza".
Anche per questo un progetto come Spazibambini è importante che sia esportato anche in altri quartieri di Milano, come ha auspicato Maria Antonia Rossini, Presidente del Terziario Donna / Unione del Commercio del Turismo dei Servizi e delle Professioni della Provincia di Milano. A questo si lega anche la positiva esperienza di Coop riportata da Fulvio Bella, responsabile Settori Soci e Consumatori della Coop Lombardia, che ha evidenziato come le aziende possano partecipare in vario modo a questo processo di accoglienza ai bambini contribuendo ad accrescere il benessere sociale generale.
Si può allora guardare con una certa fiducia al futuro. L'importante appuntamento non solo di Milano ma anche dell'intero Paese con l'Expo 2015 può essere allora l'occasione per immaginare una progettualità diffusa che non sia centrata solo nel costruire edifici, ma che concentri la sua creatività sulla realizzazione di nuovi servizi pensati per i bambini che richiamino di fatto nuovi progetti, nuovi spazi, di volta in volta progettabili.
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